Difesa verbale: esercizi dinamici per situazioni realistiche

Eccoci qui, pronti a fare un passo avanti nel nostro percorso di difesa verbale. La scorsa settimana ti ho mostrato gli esercizi base per la gestione del dialogo. Quegli esercizi erano pensati per farti prendere confidenza con questo tipo di lavoro e per insegnarti a gestire le distanze – un elemento fondamentale nella difesa personale.

Oggi alziamo un po’ l’asticella. Ti presenterò degli esercizi leggermente più complessi. Sono ancora esercizi base, non preoccuparti, ma ci avviciniamo a situazioni più realistiche. Questo ti aiuterà a mettere in pratica ciò che hai imparato in contesti che assomigliano di più a quelli che potresti incontrare nella vita reale.

Il nostro obiettivo è costruire passo dopo passo le tue capacità di difesa verbale, partendo dalle fondamenta fino ad arrivare a gestire situazioni più complesse. Seguimi in questo nuovo capitolo del nostro percorso.

Le basi dell’esercizio dinamico

Se non hai visto il video della scorsa settimana, ti consiglio di metterlo in pausa e andare a guardarlo prima. Ti manca un pezzo importante, le basi necessarie per fare questo tipo di lavoro. Se invece l’hai già visto, possiamo procedere.

Come sempre, ho chiamato Andrea per aiutarmi. Apparirà qui tra poco e mi aiuterà a mostrarti come rendere questo tipo di lavoro un po’ più dinamico, un po’ più simile a un contesto realistico. Non dico reale, ma realistico sì.

La struttura dell’esercizio

Questo esercizio si fa con focus, sempre procedendo per gradi. Poi ovviamente si tolgono i focus e si mettono o i guantoni da boxe o i guanti da MMA. Ma andiamo sempre passo dopo passo.

“Sto facendo una sequenza semplice perché ora sono interessato a lavorare sulla parte verbale, non sulla parte tecnica.”

Ricorda che si tratta sempre di un esercizio, quindi è sempre forzato, ma ne abbiamo bisogno per imparare. Quando saremo abbastanza bravi, entreremo in un contesto di simulazione dove non sapremo davvero cosa succede.

Come funziona l’esercizio base

La base è la stessa dell’ultimo esercizio:

  1. Il mio partner inizia da una distanza
  2. Io mi posiziono a una buona distanza e da lì comincio il mio lavoro di difesa verbale
  3. Lui si avvicina (nella prima fase non parla)
  4. Io continuo con la mia difesa verbale
  5. Quando entra nel raggio d’azione, inizia a colpire
  6. Eseguo una sequenza semplice di difesa

Dopo questa prima fase, riprendiamo l’esercizio. Lui rimane lì, non volta le spalle, e continuiamo con la difesa verbale fino a quando si avvicina di nuovo. A quel punto eseguo la difesa fisica con scudi, presa e ginocchiata.

Questo approccio graduale ti permette di sviluppare sia le tue capacità verbali che quelle fisiche, integrandole in un unico sistema di difesa che si avvicina sempre più a situazioni reali.

Dimostrazione dell’esercizio base

Ora passiamo alla pratica e vediamo come funziona l’esercizio base. Andrea mi aiuterà a mostrare come si svolge in modo concreto.

Come si svolge l’esercizio

A differenza dell’esercizio precedente, questa volta Andrea non mi volta le spalle. Lui rimane lì, di fronte a me, mentre io continuo con la mia difesa verbale. Quando si avvicina troppo, passo alla fase di risposta fisica:

  1. Preparo i miei scudi (le mani in posizione di difesa)
  2. Lui attacca in modo diretto
  3. Io afferro, eseguo una ginocchiata e torno in posizione

È molto semplice. Dopo questa fase, proveremo anche con lui che parla, aggiungendo un elemento di complessità all’esercizio.

Messa in pratica dell’esercizio

Iniziamo con l’esercizio numero uno. Partiamo da una buona distanza. Andrea inizia ad avvicinarsi e io comincio subito la mia difesa verbale:

[A questo punto Andrea si avvicina troppo ed entro nella fase di risposta fisica]

Osservazioni sull’esercizio

Questo esercizio è tecnicamente molto semplice, forse addirittura banale dal punto di vista tecnico. Ma ciò che lo rende importante è che stiamo iniziando a integrare tre elementi fondamentali:

  1. La gestione del dialogo
  2. La copertura (protezione)
  3. La fase di risposta

Questi tre elementi devono lavorare insieme in una situazione reale. L’esercizio, pur nella sua semplicità, ci permette di allenarli contemporaneamente in un contesto controllato.

Ricorda che l’obiettivo non è la complessità tecnica, ma imparare a gestire la transizione tra la difesa verbale e quella fisica in modo fluido e naturale. Questo è il vero valore dell’esercizio.

Considerazioni sulla difesa in situazioni reali

Voglio soffermarmi un attimo su un punto teorico che ho già menzionato, ma che merita di essere ripetuto. Quando qualcuno supera la distanza di sicurezza, soprattutto dopo che abbiamo fatto la parte di difesa verbale, cosa dovremmo fare?

Potremmo parlare del codice penale, di cosa è legale fare qui o là, sopra o sotto… Ma fermiamoci un attimo a pensare alla realtà.

Statisticamente gli assalti di strada durano 10 secondi. Il primo che parte è solitamente quello che rimane in piedi.

Se ho fatto la mia difesa verbale, se gli ho chiesto di stare lontano, se gli ho urlato di allontanarsi, e nonostante ciò lui si avvicina abbastanza da potermi attaccare… ecco, questo potrebbe essere perfettamente etico dal punto di vista della legge, ma non so quanto sia intelligente come strategia.

La questione non è solo etica, ma di intelligenza pratica. Se qualcuno continua ad avvicinarsi dopo i nostri avvertimenti verbali, dobbiamo prendere decisioni rapide e sensate.

Possiamo poi decidere come attaccare. Abbiamo una vasta gamma di opzioni, ma ciò che mi interessa è che tu rifletta sui principi, non sulle tecniche specifiche. I principi ti guidano in qualsiasi situazione, mentre una tecnica funziona solo in circostanze specifiche.

Ora passiamo alla seconda fase dell’esercizio, dove il mio partner inserirà anche una parte verbale. Questo renderà l’esercizio più realistico e ci permetterà di lavorare sulla gestione di un aggressore che non solo si avvicina, ma che cerca anche di intimidirci verbalmente.

Vediamo insieme come si fa. È lo stesso esercizio di prima, ma con questa nuova componente che aumenta il livello di stress e realismo.

Esercizio con aggressione verbale

Passiamo ora a un livello più avanzato dell’esercizio. Il principio è lo stesso di quello che abbiamo visto prima, ma questa volta aggiungiamo un elemento importante: l’aggressione verbale da parte dell’attaccante.

Come funziona l’esercizio

La struttura rimane simile all’esercizio base, ma con Andrea che ora utilizza anche la voce per intimidirmi. Questo rende tutto più realistico e aumenta il livello di stress durante l’esercizio. Vediamo come si svolge:

  1. Andrea parte da una distanza di sicurezza
  2. Si avvicina mentre mi aggredisce verbalmente
  3. Io rispondo con la mia difesa verbale
  4. Quando entra nel mio spazio, passo alla difesa fisica.

Considerazioni importanti

Dopo aver completato l’esercizio, voglio sottolineare un punto fondamentale: questo è un esercizio forzato e artificiale. In una situazione reale, dopo aver eseguito la sequenza difensiva, non continuerei a ripetere “stai lontano”. Probabilmente porterei l’aggressore a terra o utilizzerei altre tecniche più risolutive.

La sequenza che abbiamo mostrato è volutamente base. Potremmo inserire elementi più complessi, ma l’importante è che tu comprenda il principio e la metodologia di allenamento.

Ricorda che questi esercizi sono strutturati per farti imparare a gestire gradualmente situazioni sempre più complesse. Prima impari a gestire la distanza e la comunicazione verbale, poi aggiungi la risposta all’aggressione verbale, e infine integri tutto con la difesa fisica quando necessario.

L’obiettivo non è memorizzare sequenze specifiche, ma interiorizzare i principi che ti permetteranno di adattarti a qualsiasi situazione reale di pericolo.

Varianti dell’esercizio e spinta

Ora che hai compreso l’esercizio base, possiamo introdurre alcune varianti per renderlo ancora più efficace e vicino a situazioni reali. La bellezza di questo sistema è la sua flessibilità: una volta appreso il principio, puoi adattarlo a diverse situazioni.

Aggiungere la spinta all’esercizio

Una variante molto utile è quella di inserire una spinta all’inizio dell’esercizio. Ecco come funziona:

  1. Parto da una posizione neutra
  2. Il mio partner si avvicina e mi spinge
  3. Mi distanzio immediatamente
  4. Lui inizia con l’aggressione verbale
  5. Io rispondo con la mia difesa verbale
  6. Quando necessario, eseguo la sequenza difensiva

Questa variante aggiunge un elemento di sorpresa e ti costringe a recuperare rapidamente una posizione vantaggiosa dopo il contatto fisico iniziale.

Altre possibili varianti

Questa metodologia è estremamente flessibile. Puoi introdurre diverse varianti per rendere l’esercizio sempre più realistico e completo:

  • Puoi eseguire una sequenza più complessa, portando l’aggressore a terra
  • Puoi lavorare in spazi chiusi o ristretti
  • Puoi introdurre la spinta che arriva da dietro: il partner ti spinge alle spalle, ti giri, inizi la difesa verbale e gestisci la situazione

Con la spinta da dietro, l’elemento sorpresa è ancora maggiore e ti costringe a reagire rapidamente, girando il corpo e posizionandoti in modo da poter vedere l’aggressore e iniziare la tua difesa verbale.

Il principio è ciò che conta

Quello che mi preme sottolineare è che non è importante quale variante scegli di praticare. L’importante è che tu comprenda il ragionamento, il principio alla base dell’esercizio e la metodologia di allenamento.

Una volta che hai interiorizzato questi principi, puoi inserire qualsiasi elemento ti serva per rendere l’allenamento più utile per le tue esigenze specifiche. Queste sono tutte metodologie che permettono un approccio più dinamico alla difesa verbale, avvicinandoti gradualmente a situazioni sempre più realistiche.

Ricorda che l’obiettivo non è memorizzare sequenze specifiche, ma sviluppare la capacità di adattarti rapidamente a situazioni diverse, mantenendo sempre il controllo della distanza e della comunicazione.

Benefici dell’approccio dinamico e conclusioni

Ti ho mostrato oggi un approccio più dinamico alla difesa verbale. Dalla mia esperienza posso dirti che con questo tipo di metodologia le persone si sentono generalmente più a loro agio.

Gli esercizi che ti ho presentato nel video precedente, a volte, possono risultare un po’ confusi perché sono così artificiali che, paradossalmente, le persone si sentono ancora più in imbarazzo quando li praticano.

Questo tipo di lavoro, invece, anche se viene fatto con i focus, anche se è dichiarato in anticipo cosa succederà, permette alle persone di sentirsi più a proprio agio. Questo maggiore comfort aiuta a gestire meglio l’intera situazione e, di conseguenza, a imparare più efficacemente come lavorare con queste metodologie.

Spero che tutto sia stato chiaro e ti invito a provare questo tipo di esercizi nei tuoi dojo, nelle tue palestre o durante i tuoi corsi.

Bene, per oggi è tutto. Se vuoi lasciare qualche commento o scrivermi a eugenio@urbanbudo.it, fallo pure, ne sarò felice. Cercherò di risponderti il prima possibile.

Ci vediamo nel prossimo video! Ti abbraccio e, come sempre, ti auguro buona pratica.

Chi è Eugenio Credidio?

Eugenio Credidio

Eugenio Credidio

Pratico karate da quando avevo 7 anni e studio difesa personale da quando il Krav Maga non esisteva ancora.

Sono uno di quelli che ha il terrore di trovarsi in una situazione pericolosa, violenta e brutale come un’aggressione in strada.

Per questo ho iniziato a studiare ossessivamente la violenza: perché mi fa paura e volevo imparare a riconoscerla, prevenirla, evitarla e combatterla.

Da bambino e da ragazzo ho vissuto sulla mia pelle l’incubo del bullismo e so cosa significa aver paura, sentirsi insicuri, inermi.

Negli anni ho studiato e insegnato karate, ju jitsu tradizionale, close combat e KFM.

Nel 2012 ho ideato i metodo di difesa personale Donna Sicura® e Urban Budo®. Quest ultimo è stato riconosciuto dal CONI nel 2019.

Attualmente gestisco il Dojo Shin Sui di Alessandria.

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