Oggi vorrei renderti partecipe di una chiacchierata tra me ed il Maestro Codognotto riguardo la lotta a terra e la difesa personale.

Inizio subito dicendo che nella lotta a terra non me la cavo malaccio; l’ho sempre lavorata un po’ e mi ha sempre divertito tanto praticarla.

Però ho sempre pensato di avere delle grandissime lacune in merito e così, qualche mese fa, ho iniziato a seguire le lezione di brazilian jiu jitsu da Alberto Codognotto, una persona splendida, appassionata e veramente generosa (sfortunatamente, a causa della mancanza di tempo, non posso seguire i corso e quindi devo ‘ripiegare’ sulle lezioni individuali, ma se avessi il tempo penso andrei quasi ogni giorno, mi diverto davvero un sacco!)

Durante una delle nostre lezioni Alberto, dopo avermi passato la guardia con una facilità a dir poco imbarazzante, mi piazza il ginocchio sul petto, si ferma un secondo e mi dice:

“Vedi da qui Carlson Grace ci ha chiuso un sacco di match di MMA, una volta che arrivava in questa posizione iniziava a colpire con i pugni e via…potrebbe tornar utile anche a te quando insegni difesa personale.”

Mi fermo un attimo (anche perché non è che potessi andare chissà dove per come ero messo), guardo velocemente Alberto e gli rispondo:

Sei scoperto! Una posizione del genere, anche se dominante, in strada potrebbe essere molto pericolosa”

Alberto mi guarda e subito non capisce, fino a quando gli faccio vedere con quanta facilità sarei riuscito ad andare ad afferrare i suoi genitali.

Perché Alberto non aveva pensato a questa possibilità?

Difendersi quando si è a terra: impara a pensare fuori dagli schemi

Alberto è veramente bravo in quello che fa e ha esperienza da vendere; ciononostante non ha pensato al fatto che, in una posizione del genere, era molto vulnerabile; perché?

Semplice: perché lui si approccia al combattimento a terra come un praticante di brazilian jiu jitsu e, per tanto, sta nelle regole di questa disciplina e questo, riferito al mondo della difesa personale, è un errore che fanno in molti.

È importante avere almeno un’infarinatura su cosa fare quando si finisce schiena a terra — dato il 90% delle aggressioni circa finisce in questa situazione — ma è altrettanto importante, quando si studia questo ambito, analizzarlo con la mentalità corretta perché non tutto quello che funziona nel grappling, del brazilian jiu jitsu o nelle MMA funziona anche in strada.

In strada, in fatti, dobbiamo considerare 5 fattori che complicano in maniera esponenziale le cose:

  • 1

    I colpi

    Il mio avversario può colpirmi quando io cerco di effettuare un controllo o un bloccaggio e questo gli permette di ribaltare più facilmente la situazione.

  • 2

    Non ci sono regole

    In strada vale tutto, anche il gioco scorretto. Morsi, dita negli occhi, prese alle orecchie, colpi ai genitali sono all’ordine del giorno e possono ‘rompere’ con grande facilità controlli e bloccaggi che altrimenti sarebbero ‘inscioglibili’.

  • 3

    Puoi essere aggredito da 2 avversari

    Questo scenario cambia totalmente le carte in tavola. Nel caso tu venissi portato a terra e dovessi gestire due aggressori questi si coalizzerebbero contro di te rendendoti praticamente impossible attuare bloccaggi o controlli. Se invece fossi tu a portare a terra uno di loro e tentassi di fare un bloccaggio rischieresti comunque grosso in quanto, come dico sempre, quando blocchi sei bloccato anche tu: infatti questa tua strategia permetterebbe al 2 avversario di colpirti mentre blocchi o tieni bloccato il primo.

  • 4

    L'ambiente

    In difesa personale tutto è lecito…anche sfruttare l’ambiente. Per tanto è possibile che il tuo avversario cerchi di sfruttare la pavimentazione a suo vantaggio facendo sbattere la testa o raschiando il tuo viso sull’asfalto.

  • 5

    Differenze peso/forza

    Senza dubbio se sei un ottimo tecnico per te questa discriminante è minima o non considerabile, ma per la maggior parte delle persone no; pensa anche solo ad un donna che deve trovarsi a dover gestire una situazione di violenza sessuale.

    Trovarsi a dover gestire un uomo più forte e pesante di noi che può fare tutto quello che ci siamo detti prima è davvero complicato e pericoloso (considerando anche il cocktail ormonale che avrai in corpo in quel momento).

Solo considerando questi 5 fattori si può pensare di intavolare delle strategie difensive  semplici che possano essere applicate da chiunque e in qualsiasi contesto.

Quindi cosa devo fare?

Il mio consiglio è quello di allenare i 4 stazionamenti base ovvero:

1) In piedi;
2) In ginocchio;
3) Seduto;
4) Coricato

Con esercizi semplici basati sugli spostamenti, il colpire ed il proteggersi (puoi vedere alcuni esempi nel video).

Questi esercizi per me sono l’ABC, sono la base della gestione dell’aggressore in caso in caso di difesa da terra.

Una volta che ti sarai impratichito in questi esercizi e, soprattutto, che sarai in grado di muoverti con fluidità su tutti e 4 gli stazionamenti, allora potrai andare ad analizzare situazioni più complesse (e tecnicamente più soddisfacenti).

Ps: Ah, e se guardando il video ti venisse dire “Oh, ma quello è keysi!” ti rispondo subito: sì quello è keysi, così come è kali, silat, karate e ju jitsu tradizionale e probabilmente anche kung fu, muay thai e chi più ne ha più ne metta. Tutte le discipline hanno, al loro interno, lo studio di queste situazioni perché tutte le discipline sono nate per difendersi da queste situazioni, ricordatelo sempre: dopo 2000 anni di storia non si inventa niente di nuovo, al massimo lo si rimpacchetta e gli si cambia nome per venderlo meglio.

Pps: se senti la necessità di approfondire questo argomento allora scarica subito il mio e-book gratuito ‘Come Non Insegnare Difesa Personale – I 12 errori che il 90% degli insegnanti commette quando insegna Difesa Personale’. All’interno del quale troverai un capitolo dedicato proprio alla difesa personale e la lotta a terra. 

Clicca su questo link per scaricare il libro:

https://www.urbanbudo.it/libro-gratuito-come-non-insegnare-difesa-personale/