Prima di lasciarti al video ti devo raccontare una cosa.

Ti è mai capitato di arrivare alla fine di un video di YouTube (dedicato alla difesa personale) e sentirti non solo deluso, ma anche po’ schifato?

A me è successo qualche mese fa.

Stavo guardando un video di uno dei vari “esperti” di difesa personale italia (esperto che, tra le altre cose è iscritto alla mia maling list sotto falso nome) per cercare di capire come mai la gente lo seguisse e lo reputasse tanto valido e, alla fine del suo video, mi sono sentito così: deluso e un po’ schifato.

Era un video particolarmente lungo (circa 30 minuti) in cui i primi 10 – 15 minuti venivano spesi a catturare l’attenzione dell’utente attraverso tecniche di comunicazione persuasiva del tipo: “Se sei una persona permalosa, ignorante e che non usa il cervello questo video non fa per te! Se invece hai autocritica, sei curioso e sei fra i pochi nel nostro settore che il cervello lo accende allora…”

Dopo questa lunghissima e soporifera introduzione (che comunque gli serviva per creare una certa sudditanza intellettuale nelle persone che lo guardavano) l’esperto spiegava con dovizia di particolari il perché aveva deciso di registrare il video (altri 10 minuti), dopodiché passava all’agognato aspetto tecnico, che durava si è no 5 minuti, per poi attaccare un altro lunghissimo “pippone” in cui spiegava il suo metodo e invitava ad acquistare il suo materiale.

Ora, è molto probabile che leggendo questa analisi superficiale di questo video ti starai chiedendo

“Ma chi sono quei pirla che guardano un video così?!”

Bene ti posso assicurare che il video non solo aveva migliaia di visualizzazioni, ma aveva ricevuto anche una valanga di commenti positivi 😲

Ecco…la mia “crociata personale” è iniziata proprio da questo video visto qualche mese fa, che è stato la proverbiale goccia ha fatto traboccare il vaso (già stracolmo).

Infatti, alla fine di questo video (e di altri simili), non ho potuto fare a meno di chiedermi:

Ma com’è possibile che personaggi di questo tipo abbiano così tanto seguito? Com’è possibile che praticanti ed istruttori di arti marziali e difesa personale non si rendano conto che questa, come altre, è solo che una grandissima operazione di marketing che getta fumo negli occhi delle persone?

La risposta è semplice: è possibile perché in Italia ci sono 3 piaghe nel nostro settore che si alimentano a vicenda e che danno la possibilità ai più astuti di posizionarsi come dei veri e propri Guru.

Le 3 piaghe della difesa personale in Italia

La prima piaga: la ricerca ossessiva delle tecniche.

In Italia, infatti, ci concentriamo solo ed esclusivamente sulle tecniche.

Pensi che stia sbagliando? Allora cerca su YouTube, su internet o guarda i blog degli “esperti del settore” o ancora nei vari gruppi Facebook: si parla sempre e solo di “come fare” o di quale sia “la tecnica migliore o la più efficace”.

Ma la difesa personale non si può limitare ad un accumulo di tecniche.

L’autodifesa è un argomento complesso e composito in cui la tecnica è solo la punta dell’Iceberg e se tu ti concentri solo su questo aspetto, allora stai facendo un grosso errore; perché stai rendendo i tuoi allievi estremamente vulnerabili, mettendoli in serio pericolo.

Questo perché loro saranno fermamente convinti che quello che hanno imparato e allenato sia loro sufficiente e gli permetta di cavarsi dagli impicci, ma purtroppo non è così, perché tu gli avrai insegnato solo 1/16 di quello che dovrebbero sapere.

La difesa personale, infatti, è un argomento longitudinale, che comprende diversi fattori tra qui:

Nella difesa personale le tecniche sono solo la punta dell'Iceberg
  1. Il contesto
  2. La psicologia dell’aggressore
  3. La psicologia della vittima
  4. I tipi di aggressore ed il loro modi operandi
  5. I tipi di aggressione
  6. Le tecniche di dialogo
  7. Le strategie di distrazione
  8. La gestione della distanza
  9. Le strategie di prevenzione
  10. Lo start button
  11. Il paradosso di Miller
  12. Il controllo della paura
  13. La gestione dell’adrenalina
  14. L’analisi della mentalità predatoria
  15. I rituali di sfida
  16. Gli aspetti legali
  17. Ecc..

E noi non possiamo continuare a non considerare questi aspetti perché, in quanto istruttori, abbiamo una responsabilità etica e morale verso i nostri allievi!

La seconda piaga: il pressappochismo e la poca professionalità

Purtroppo nel nostro settore tutti possono fare tutto e le qualifiche si possono acquisire in corsi di un weekend.

Così ci si trova con corsi di difesa personale gestiti professionalmente e corsi di difesa personale ideati da gente che fino a ieri è sempre solo stata agonista di kumite o di kata e che non ha mai approfondito davvero questo argomento, aprire corsi di difesa personale per fare cassa (non se la prenda a male nessuno, è solo un esempio ed ho preso “di mira” il mio amato karate proprio per non fare un torto a nessuno). O ancora persone che fino al giorno prima facevano Zumba e in due giorni si sono formate ed hanno deciso di aprire corsi di autodifesa.

Sono davvero pochi i corsi di formazione per istruttori seria in Italia che prevedono un percorso formativo approfondito e lungo e questo va a discapito del settore in quanto permettere molto di giocare con l’ignoranza sia degli istruttori che degli iscritti.

Ciò danneggia anche noi istruttori perché sempre meno gente si “fida” e reputa validi i corsi di difesa personale, che vengono visti sempre più come degli specchietti per le allodole utili solo a farsi fregare dei soldi.

La terza piaga: gli Istruttori Markettari

Questi sfruttando le due piaghe precedenti per posizionarsi in un mercato che ha un grande buco, dando informazioni inconsistenti ma così ben strutturate da sembrare colme di verità e, così facendo, riescono a farsi passare per dei veri e propri guru (attenzione, qui non c’è un giudizio sulle capacità tecniche).

Così facendo riescono a fare da signori e padroni passando informazioni lacunose o errate.

Perché voglio cambiare le cose…

Non so tu, ma io credo sinceramente che sia arrivato il momento di provare a cambiare le cose, ecco perché ho iniziato questo blog. 

Prima di tutto per cercare di evitare che Maestri e Istruttori come te che tengono ai propri allievi e si sentono responsabili nei loro confronti evitino di buttar via soldi e tempo in programmi inconsistenti o in organizzazioni che dicono di volerti dare un’ottima formazione ma il cui unico e solo scopo è quello di far arricchire i propri vertici, e che non hanno assolutamente a cuore ne te ne i tuoi allievi.

Questo te lo dico sulla base della mia esperienza personale: ho speso un mare di soldi nella mia formazione (e ne spenderò ancora) e, ahimè ne ho dati anche tanti ad organizzazioni di questo tipo che mi hanno portato via davvero troppo rispetto a quello che mi hanno dato.

In secondo luogo perché credo che sia arrivato il momento rendere questo settore più professionale e di mettere al bando la superficialità ed il pressappochismo.

Il mio grande sogno sarebbe quello di trovare in tutta Italia istruttori di difesa personale con una formazione completa, a 360°, che vada dalla preparazione fisica, alla teoria, alla psicologia, alla capacità di strutturare proprie metodologie e anche, perché no, al marketing! 

Persone competenti e preparate che sappiano come approcciarsi ai propri allievi e aiutarli a tirare fuori il meglio di loro, a crescere, a superare i propri limiti.

Non ce ne sono (quasi) in Italia di persone così nel nostro settore! Immagina che bello sarebbe! E questo potrebbe portare anche alla creazione di una equipe professionale dove ritrovarsi, scambiarsi idee, proporre metodologie e crescere assieme! Non sarebbe meraviglioso?

Inoltre non riusciamo a capire che se fossimo tutti professionali ci guadagnano tutti in quanto il nostro settore non verrà più visto come la “trovata commerciale per far su chi non vuole fare sport da combattimento”.

Per questo ho deciso di mettere a tua disposizione le mie conoscenze: per iniziare a te questa piccola riforma del nostro settore!

Lutero diceva:

“Se vuoi cambiare il mondo prendi la penna e scrivi!”

Martin Lutero

Ed io ho deciso di prendere tastiera, microfono e videocamere per cercare, nel mio piccolo, di migliorare un po’ le cose.