Ecco la cosa più importante da sapere sulla difesa personale…

Immagino che tu conosca già la storia del leone e della gazzella; se non la conosci te la faccio raccontare da 3 narratori d’eccezione…

Ad ogni seminario di difesa personale o autodifesa che tengo inizio sempre raccontando questa storia. 

Prima di tutto perché rompe il ghiaccio, fa scappare un sorriso a tutti e permette di creare un clima più rilassato. 

In secondo luogo perché mi aiuta sempre a introdurre quello che credo sia il concetto più importante dell’autodifesa o della difesa personale (che dir si voglia): ovvero la dinamica preda-predatore.

Immagino tu ti stia chiedendo perché è tanto importante questa dinamica nella difesa personale? Te lo spiego subito: perché circa il 90% delle aggressioni, in particolare modo quelle femminili, si basano su questa dinamica.

So che ti può sembrare eccessivamente semplicistico, ma la verità è che, nella maggio parte dei casi,

un aggressore non è nient’altro che un predatore che cerca la preda più facile da sottomettere o da gestire.

Fai mente locale e ripensa ai casi di violenza che di cui se venuto a conoscenza. Ci hai mai fatto caso che:

  • Le vittime sono quasi sempre persone più deboli degli aggressori (donne, ragazzi più piccoli, persone fisicamente meno prestanti, persone introverse o estremamente timide — pensa agli atti di bullismo: viene preso di mira sempre il ragazzino più debole della classe!);
  • Spesso le vittime vengono aggredite quando sono isolate o sole;
  • Le vittime vengono quasi sempre colte di sorpresa;
  • Gli aggressori agiscono sovente in gruppo;

Ora ti faccio una domanda: cosa succede nel mondo animale? Se un ghepardo deve attaccare una preda quale sceglie? 

Esatto! Solitamente l’esemplare che si è allontanato dal gruppo, troppo vecchio o troppo giovane per difendersi o scappare e, spesso, l’attacco avviene in gruppo…

Ghepardi a caccia

A questo punto ti faccio un’altra domanda: cosa accade quando la preda reagisce o risulta troppo difficile da cacciare?

In quel caso ci sono altissime possibilità che il predatore scappi o scelga un’altra preda.

Quando la vittima reagisce ci sono alte possibilità che l'aggressore fugga

Questo avviene perché cacciare, nel mondo animale, è rischioso e costoso.

Rischioso perché quando la preda reagisce può ferire il predatore, anche in maniera molto seria o addirittura ucciderlo, soprattutto se parliamo di grandi erbivori.

Costoso perché l’attività di caccia è molto dispendiosa a livello energetico e se la preda scappa potrebbe essere che il predatore non abbia più sufficienti energie per trovare un’altra preda, rischiando quindi di morire di fame.

Ora, le dinamiche che stanno dietro ad un’aggressione sono le stesse che si possono trovare in natura e capire questa cosa dà un grande vantaggio a noi e ai nostri allievi perché, proprio come avviene nel mondo animale, nel momento in cui la preda prescelta risulta essere una ‘preda difficile’ ci sono altissime probabilità che l’aggressore desista.

Proprio come un leone che caccia una gazzella, un aggressore:

  • Cerca una preda facile, che riesca a gestire e che non gli crei troppi problemi;
  • Non si può permettere di attirare l’attenzione;
  • Non può perdere troppo tempo perché la vittima potrebbe riuscire a chiedere aiuto oppure potrebbe arrivare qualcuno sul luogo dell’aggressore;
  • Non può rischiare di farsi male o ferirsi seriamente;
  • Conta sul fatto che la vittima avrà paura e non reagirà o opporrà una resistenza minima

Per queste ragioni la prima cosa che bisogna insegnare ai propri allievi, ancora prima delle tecniche, delle parate, delle proiezioni, dei bloccaggi è:

 ‘Essere una preda difficile’ 

Per ottenere questo bisogna educarli a tenere un comportamento preventivo che possa permettere loro di individuare un eventuale pericolo ed evitarlo e, qualora questo non fosse sufficiente, a sfruttare il dialogo e la difesa verbale come prima barriera.

La maggior parte di questi comportamenti sono semplici e fin banali, a tal punto da essere sottovalutati, ma questi piccoli accorgimenti possono dare ai tuoi allievi (e a te) la possibilità di evitare d’incappare in situazioni pericolose evitando lo scontro fisico.

L’importante è che non siano ostinati come questo facocero…

Ps: ti è piaciuto questo articolo? Vorresti approfondire la dinamica preda-predatore e scoprire le basi della psicologia e della teoria della difesa personale scarica il mio e-book gratuito: ‘Come Non Insegnare Difesa Personale – I 12 errori che il 90% degli insegnanti commette quando insegna Difesa Personale’ .

Clicca sul link qui sotto e scarica il libro:

https://www.urbanbudo.it/libro-gratuito-come-non-insegnare-difesa-personale/